Abilitazione

Qui si intende quella all’insegnamento che nel corso degli anni ha subito diverse modificazioni a seconda dei ministri che si sono avvicendati alla Pubblica Istruzione; quando l’ho conseguita io dopo la laurea (vedi) si chiamavano Corsi abilitanti.

Si era nel pieno delle principali riforme scolastiche (quelle che avrebbero portato ai Decreti Delegati ) intese a fornire strumenti ad una scuola diventata di massa: infatti eravamo in tanti che si divisero i corsi in due.

So che altri più fortunati finirono nel secondo corso, ma a me (lettera G) toccò il primo gestito nella sede del liceo classico (dove avevo conseguito la licenza liceale) da Pasquale Modestino; gli insegnamenti erano divisi per materie e io scelsi la Geografia per antica vocazione e per conoscenza personale (di partito del prof. Giovannelli)

All’epoca insegnavo alle medie a Ferrara ed ero già iscritto a Scienze Politiche a Bologna (laurea conseguita nel 1978 ) per cui prestai poca o nulla attenzione a quanto raccontavano i relatori, tanto che io che, conservo tutto, non trovo tuttora la tesina prodotta a coronamento del mio lavoro.

Per alcuni dei corsisti fu l’occasione di allacciare nuove amicizie e so di almeno un matrimonio uscito da quella relazione…

Paola Marchetti

Se leggete la pubblicazione dedicata al cinquantenario del liceo trovate una prefazione del preside, in realtà quello di Via Canapa , a Ferrara, era l’istituto magistrale che durava 4 anni e serviva alla formazione dei maestri elementari e richiedeva un quinto anno integrativo per accedere all’università.

Il suo preside era mia compagna di corso a Lettere, stava in via Del Bove 54 a Ferrara, a ridosso della massicciata della linea ferroviaria Ferrara-Codigoro (dove io fui preside per 24 ore, ma questa è un’altra storia); a casa sua io conobbi i primi dischi di De André.

Quando diventò preside per meriti sindacali, la sua segretaria era la ex moglie del provveditore Inzerillo e io ebbi a che fare con entrambe in occasione di esami di maturità; poi ci perdemmo di vista quando un cancro se la portò via…

Informatica

aula di informatica

Nel 1985, per lavori nella sede di Via Veneto 29. il liceo si trasferì in un’ala delle scuole elementari e qui incaricai il sabato uno dei miei allievi di spiegare i rudimenti dell’informatica utilizzando il mio Commodore 64.

Da notare che all’epoca ancora non ero ancora andato a Bologna per la ricerca sulle nuove tecnologie che sarebbero arrivate al liceo su mia proposta al mio ritorno.

L’avvertimento

Come mi siano state passate le consegne per la gestione della sezione staccata del liceo l’ho già raccontato (in realtà già da prima avevo ricevuto la proposta dal preside precedente di “spiare” Maurizio Villani, ma avevo rifiutato in nome dei rapporti di amicizia che ci legavano); durante la mia gestione una mattina mi si presentò a scuola una delegazione capeggiata dal tenente Mori (capo delle guardie municipali), dal dottor Scuderi (ufficiale sanitario del comune di Bondeno), dall’ing. Sani.

Li ricevetti in sala insegnanti alla presenza della collega Monteverdi (in ora “buca”), sostanzialmente mi dissero che erano insoddisfatti della mia gestione e mi esortarono a cambiare sistema; non lo feci e nel 1980 una delle mie classi (tranne una allieva, a cui però non potevo fare lezione perché di sesso opposto) si rifiutò di entrare in classe.

Il mio errore era stato di enunciare l’intenzione di sfoltire la classe troppo numerosa, dove c’erano anche figli di miei colleghi.

Dopo alcuni giorni la protesta rientrò e l’anno si concluse normalmente con una diecina di persone di meno e io fui sollevato dall’incarico.

Maurizio Villani

classe Terza liceo

Qui lo vedete di fianco a me (ultimo a sinistra, seduto) nella foto dell’ultimo anno del classico; poi lui si iscrisse a Filosofia e io a Lettere.

Abitava a Ferrara e lo andai a trovare a casa sua, poi ci vedemmo qualche volta a Casa Cini; per puro caso il giorno della mia laurea lo incontrai e lo portai a casa con la 850 assieme al professor Alfieri

luglio 70

Prima di arrivare a Bondeno di ruolo era lui il responsabile della sede staccata del Liceo Roiti e insegnava lettere nell’unica classe del liceo e mi passò le consegne quando se ne andò sulla cattedra di filosofia al classico di Ferrara.

Lo rividi già in pensione ad una conferenza alla biblioteca Ariostea

Villani con Sansonetti

Adesso è coordinatore nazionale della commissione didattica 2019-2022 della Società Filosofica Italiana

https://www.sfi.it/252/chi-siamo.html

Negozi di vicinato

Anche quello di mio padre lo era (così come gli altri del Borgo San Giovanni, adesso tutti cancellati dalla Grande Distribuzione); in particolare ricordo quello del grossista Silvestri&Scacchetti in piazza Garibaldi dove mi mandavano in bicicletta quando in negozio finivano le braciole.

Quando chiuse anche lui mi mandarono da Roversi (in via Toscanini, dove Tassinari fece la sua palestra).

Adesso non so se a Bondeno ci sia rimasto qualcuno, ma so per certo che, negli anni ’70 io avevo la sede del PRI proprio lì…

sede PRI

Bruna Baraldini

Bruna Falzoni Baraldini la storica preside dell’Istituto Alberghiero ci ha lasciato. Ieri pomeriggio in Certosa si è tenuto il rito funebre alla presenza di tanti amici e conoscenti con i quali aveva condiviso tanti momenti di rilievo del panorama culturale ferrarese. Figura di spicco in questo settore, sensibile e generosa verso le Associazioni di volontariato a cui era iscritta senza distinzioni – ma con qualche attenzione particolare verso alcune come la Ferrariae Decus a cui spesso faceva consistenti donazioni, al Movimento Federalista Europeo, AEDE, Società Dante Alighieri, Gruppo Scrittori Ferraresi – amante del teatro, della musica e dell’arte si è spenta alla Residenza Il Parco all’età di 92 anni vissuti molto intensamente e con grande partecipazione . «A ottobre era caduta e si era rotta il femore – ricorda la figlia Paola – e purtroppo quell’episodio ha segnato inesorabilmente il suo lento declino». Laureata a Ca’ Foscari in spagnolo e francese, ha insegnato quest’ultima lingua per alcuni anni prima di diventare vicepreside all’Istituto Einaudi a cui era legato anche l’Istituto Alberghiero. Diventata preside le fu assegnata per un anno la sede di Milano Marittima poi ritornò a Ferrara dove alla fine degli anni 80 fondò l’attuale Orio Vergani dove rimase come dirigente fino all’età di 70 anni quando a malincuore andò in pensione, senza però mai staccare quel cordone ombelicale che la legavano al mondo della ristorazione e ai suoi studenti per i quali si adoperava per favorire il loro futuro lavorativo. Sempre presente agli eventi più rappresentativi della città, ai concerti di Abbado e fino a pochissimo tempo fa protagonista di lunghi viaggi specialmente nell’amata Spagna, sarà ricordata come un’intellettuale a tutto tondo, attiva ed entusiasta un vero esempio di voglia di sapere e di fare per molti giovani.

Margherita Goberti

in La Nuova Ferrara del 2013

Ricordi

Forse non ho ricordato abbastanza i soci fondatori di Radio Alto Ferrarese (costituitasi presso il Notaio Bignozzi): Paolo e Dino Giatti, Sandro Chiarabelli, Antonio Carlo Torri, Mauro Mestieri, Roberto Cavagna.

bondeno.com

Fu il mio primo blog: annunciato ufficialmente da Stefano Masini nel 1999 in occasione del Cyberfest, rimase latente fino al 2003 quando assieme agli altri soci di Araba Fenice iniziai a riempire di contenuti le sue pagine.

Assunse la sua forma attuale nel 2009 quando cambiammo provider con wodrpress e ne assunsi la gestione da solo .

Attualmente si chiama bondeno.online e queste sono le provenienze dei visitatori di oggi 29 luglio 2021:

Sociologia e sanità

Non vorrei aver dato impressioni sbagliate nel mio post precedente parlando di Achille Ardigò (che avevo già conosciuto ad un convegno quando frequentavo ancora la facoltà di Lettere); come potete leggere su wikipedia fu lui a creare a Bologna la facoltà di Scienze politiche (di cui fu anche preside).

Leggere alcune osservazioni di Ardigò sul sistema sanitario del paese, oggi in questo particolare momento, credo colpisca tutti. Ardigò nel 1984, in una audizione della commissione Igiene e sanità del Senato sullo stato di attuazione della L. 833 e sui rischi di una non effettiva attuazione della stessa, afferma: se c’è una tendenza regressiva che emerge con forza nella attuale crisi […], essa è la deterritorializzazione. Il polo intermedio tra l’ospedale e il medico generico è quello che subisce le maggiori limitazioni, la medicina di base, non può essere lasciata all’individualismo dei medici di base e isolata dalle USL, e il polo territoriale (quello dei poliambulatori integrati in modo moderno, dei consultori, delle équipes mobili), non può essere disatteso. Ed ancora esiste una terza questione quello della mancata partecipazione degli utenti, in stretto collegamento con i consigli circoscrizionali, per rendere effettivo l’ambito dell’integrazione sociale e sanitaria.

riportato da Anna Maria Bertazzoni

Gente comune

Essi devono aver alcune caratteristiche comuni: essere abbastanza mediocri da non capire fino in fondo ciò che dicono essere moralmente così meschini da dirlo comunque, essere persone che senza questi appoggi nella cupola mediatica e/o dei servizi scomparirebbero dalla faccia dei media e così sono costretti alla fedeltà e alla gratitudine.

https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/19/saviano-avana-153139/

Purtroppo di gente così ne ho conosciuta molta anch’io 😦

Liceo classico

il mio dizionario

Edito nel 1959, lo prestai poi a Cristina Marchetti (all’epoca costava 6800 lire)