La corte di piazza Scaravilli

La Corte di piazza Scaravilli nel cuore della cittadella universitaria bolognese è stata oggetto di un intervento pensato per favorire una migliore fruizione dello spazio da parte di studenti e cittadini e per ospitare eventi e performance incentrate sull’impiego di allestimenti multimediali


È stata inaugurata la nuova veste della corte di Piazza Scaravilli, riconfigurata negli arredi e dotata di un moderno allestimento multimediale. Un intervento pensato dall’Alma Mater per promuovere e potenziare l’utilizzo di questo spazio nel cuore della cittadella universitaria bolognese. Sia come cerniera di snodo tra l’area di via Zamboni e quella di via delle Belle Arti, sia come luogo di sosta e di incontro per studenti e cittadini, sia ancora come centro multifunzionale per ospitare iniziative ed eventi.

La presenza dei tre nuovi portali stilizzati in ferro acidato risponde sia a ragioni di natura compositiva, sia a quelle di una migliore fruizione funzionale dello spazio. Si crea infatti in questo modo uno “spazio dentro lo spazio” che segna il rapporto tra il contesto della corte urbana e il nuovo allestimento. I tre portali inoltre sono cablati, per favorire la realizzazione di eventi e performance sia visive che sonore, e si accompagnano ad un apparato tecnologico di proiettori alloggiati sulle pareti d’ambito della corte che permetteranno di illuminare la piazza in modo diffuso nelle ore serali e notturne.

Essenzialità e minima invasività hanno guidato la progettazione delle sedute e delle pavimentazioni, con una pietra di colore chiaro che definisce i percorsi e le sedute di bordo, lasciando un ampio spazio libero all’interno della corte, dove sono presenti altre sedute mobili disposte in forma casuale e facilmente rimovibili in occasione di eventi.

Meglio se percorrete direttamente via Zamboni usando Google maps; quando mi sono iscritto io a lettere nel novembre 1966 l’edificio della facoltà era ancora in costruzione tant’è che per i bagni io usavo quelli del Teatro adiacente.

La porta che vedete in alto a sinistra era quella della facoltà di Economia e Commercio dove sostenni il primo esame: Storia delle esplorazioni geografiche (30); oggi sembra incredibile ma allora la piazza era un parcheggio e io riuscì persino a parcheggiare la mia 850 in qualche pomeriggio estivo

https://magazine.unibo.it/archivio/2021/10/11/la-corte-della-luce-di-piazza-scaravilli-un-luogo-dell2019universita-per-la-citta

Cyberfest

Stamattina su bondeno.today ho pubblicato un articolo sulla manifestazione del 1999 fatta nella pinacoteca comunale di Bondeno in novembre; la cosa tipicamente italica furono gli insegnanti venuti dalle scuole di Ferrara che si sentirono autorizzati ad imboscarsi da Tassi a mangiare a spese del comune.

Altra cosa notevole la nevicata delle 12 del 20 novembre

In allegato in PDF i programmi delle due edizioni:

Italo Giatti

Io avevo 10 anni quando è morto, il 17 gennaio 1956,, giorno in cui si festeggia S.Antonio Abate con piccoli regali fatti dai nonni (il Befanone).

Aveva anche la passione della pesca col lancio e aveva una discreta collezione di canne che abbiamo poi regalato

Maturità

Nelle intenzioni del ministro Bianchi c’è l’idea di rimettere lo scritto di Italiano all’esame

1975

Qui mi si vede a sinistra (avevo corretto lo scritto di Latino) mentre il commissario di Italiano era Gianni Venturi, che gode tuttora di ben più alte frequentazioni.

Nella foto sopra quello che interroga la candidata è Alberto Melandri, morto a Pontegradella nel settembre 2019

Enzo Tortora

L’ho conosciuto in una gita di istruzione a Bologna dove dirigeva un giornale e portai, assieme a Bolelli una classe in visita; adesso apprendo che è morta la figlia maggiore, alla stessa età del padre:

“È morta Silvia Tortora, figlia di Enzo: aveva 59 anni. Insieme alla sorella minore, Gaia, si è sempre battuta in difesa del padre. È suo il soggetto cinematografico della pellicola “Un uomo perbene”, di Maurizio Zaccaro, dedicato alla figura del giornalista e conduttore televisivo, che le è valso nel 1999 il Nastro d’argento al Festival di Taormina“.

http://www.opinione.it/societa/2022/01/10/redazione_morta-silvia-tortora-giornalista-enzo-tv/

Idiozia

E mentre da qualche parte i cento dollari diventano il premio per questa “fede” epocale, qui’ da noi, praticamente la stessa cifra, diventa una punizione per chi ancora si ostina a ragionare.Attenti però ai dettagli: l’atto viene emesso dall’agenzia delle entrate.Cioè un dato personale sensibile, addirittura sanitario, che non dovrebbe essere alla portata di nessuno, viene addirittura trasformato in una sanzione fiscale, da un ente impositore, che di sanitario o di medico, non ha nulla. E qui’ si dovrebbe iniziare a capire come opera la mostruosità del GP, con tutti i dati dell’individuo inseriti ed incrociati in un cloud, sotto forma di tessera verde, che diventa il confine tra il diritto alla vita e la morte civile, tramite la negazione di ogni diritto fondamentale, in primis quello alla salute, che si avrebbe la pretesa di tutelare. Il tutto mentre abbiamo, sempre grazie agli stessi costruttori che tanto ci amano, la metà dei posti letto ospedalieri complessivi, rispetto a quelli del 1980.

Come sa chi legge questo blog, nel 1980 io mi illudevo di far ragionare presentandomi candidato per il consiglio comunale senza ricevere neanche un voto in più dei precedenti, e allora avevamo l’ospedale a Bondeno

Quelli che il padrone ha sempre ragione

che si è accorto dell’importanza della scuola nella sua veste di potenziale focolaio, da chiudere o ridurre a didattica virtuale per non correre il rischio che qualche eretico contagiasse con parole di libertà. E che ha proseguito quando ha appoggiato la sacrilega decisione di interdire le piazze, contaminate da possibili infiltrazioni del fascismo grossolano e barbarico, cui è vantaggioso preferire quello educato e “legale” dei mammasantissima della cupola padronato/Ue/Nato, ulteriore passo per sancire la legittimità del lasciapassare come strumento di identificazione degli ammissibili al consorzio civile e del quale è oggi più che mai evidente, nelle sue trasformazioni sempre più discriminatrici e repressive la funzione politica…

Anna Lombroso in https://ilsimplicissimus2.com/2022/01/08/quelli-che-il-padrone-ha-sempre-ragione-158442

Giusto per sottolineare la differenza tra giurare sulla costituzione (come ho fatto io) o sul Green pass

Tutto il mondo è paese

Quando ancora insegnavo al liceo Roiti una tecnica collaudata dal preside era non concludere la discussione finché l’assemblea non si schierava sulle sue posizioni (ritardando artatamente le votazioni).

Giocando sul fatto che la sezione di Bondeno doveva riunirsi a Ferrara e l’ultimo treno partiva alle 20.30, cominciai a chiedere la corresponsione delle spese di trasferta se la riunione si protraeva.

Magicamente da quel momento le votazioni si conclusero in orario…

NOTA

La stessa tecnica ha funzionato anche in Francia nel corso della loro assemblea nazionale, ma sicuramente troveranno un rimedio 🙂

Mio stemma

apoforeti

Io non so disegnare (al classico si faceva un’ora alla settimana di Storia dell’arte), quindi quello sopra è stato fatto col mio Amiga 500 nei primi anni ’90 del secolo scorso.

Dovrebbe rappresentare uno stemma araldico di pura fantasia (infatti non ho visto molti stemmi a pallini!) il gatto per assonanza deriva dal cognome Giatti, diffuso nel ferrarese e in provincia di Latina dove furono inviatii dei coloni autoctoni per bonificare le paludi; non avendo io titoli nobiliari ho messo la feluca goliardica coi colori delle due facoltà in cui mi sono laureato: lettere e scienze politiche.

Nel cartiglio c’è l’anagramma del mio nome e cognome , essendo famosi gli italiani per cambiare bandiera, adattandosi alle circostanze; come vedete lo utilizzo sul mio blog più seguito e su Facebook.

Soylent green

Anno: 2022.
Luogo: New York City
Popolazione: 40.000.000 (Didascalia) The year: 2022
The place: New York City
The population: 40,000,000

Frasi

  • Sai, quand’ero piccolo si mangiava roba vera. Poi gli industriali, gli scienziati hanno avvelenato l’acqua, inquinato la terra, sterminato la vita animale e vegetale. (Sol)

Giatti

Ovviamente questa foto di famiglia non dirà niente a nessuno: sono in fila in una rara riunione i parenti di mio padre (il primo in basso); la cosa significativa per gli altri è che il livello del Panaro durante l’alluvione del 1951 (io avevo 4 anni) arrivava al primo gradino della scala e noi abitavamo nell’edificio di cui vedete i fiori alle finestre…

Mescita

Fernanda Lugli

Mia nonna paterna (moglie di Giatti Italo) aiutava mio padre in Tabaccheria e aveva il compito esclusivo di servire su un ripiano di marmo (che conservo ancora ) i bicchierini dei super-alcolici per i quali avevamo una licenza speciale che poi cedemmo.

Bacco e Tabacco!

Gina Psaki

ginapsaki

L’ho conosciuta quando abitavo a Bologna (in via Ugo La Malfa!) l’anno del mio “comando” al dipartimento di Sociologia per la ricerca su informatica e nuove tecnologie (ministero Falcucci); lei era in Italia per seguire il corso di Umberto Eco al DAMS.

l’avevo “assunta” per conversare in inglese, tuttora siamo amici su Facebook; avendo sposato un italiano adesso ha la doppia cittadinanza e di recente ha pubblicato questa foto

A me ha ricordato https://it.wikipedia.org/wiki/Ascesa_al_monte_Ventoso

Io se fossi Dio

Io come uomo posso dire solo ciò che sento

Cioè solo l’immagine del grande smarrimento

Gaber

Oggi è Natale, di questi 15 minuti di canzone del 1980, ho isolato i 2 versi sopra

Scegliete voi adesso quali versi vi sembrano più significativi…

Nota: il testo lo trovate facilmente su internet

Franco Giovannelli

Quando l’ho conosciuto io era già famoso come poeta Ferrarese per l’amicizia con Attilio Bertolucci (padre dei registi Bernardo e Giuseppe e poeta a sua volta); era stato scelto dal preside Pasquale Modestino per tenere l’insegnamento di Geografia ai corsi per l’abilitazione all’insegnamento di Lettere a Ferrara.

Subito dopo, iscritto al PRI di Ferrara, ebbi modo di conoscerlo alle riunioni del comitato provinciale del partito come segretario della sezione di Bondeno; lo potete rivedere nel film “la strategia del ragno”

Come poeta

Riluttante a ogni forma di esibizionismo pubblico e cronicamente schivo nel fornire chiavi interpretative della sua opera, incline a occultare gli elementi di cronaca privata e collocando invece in primo piano i suoi scritti nella loro integra nudità, Franco Giovanelli (1916-1994) ha attraversato con il proprio lavoro culturale le fasi salienti di buona parte di questo secolo. Suoi testi sono apparsi, nel tempo, su “Paragone”, “Nuovi argomenti”, “Poeti d’oggi”, “Botteghe Oscure”, “Nuova Civiltà”, “Palatina”, “Emilia-Romagna”. E scrive il critico Antonio Caggiano, in un suo affettuoso ricordo, che Giovanelli «emanò il senso profondo di una didattica interdisciplinare che ebbe in lui una continua presenza come protagonista, stabilendo intorno a sé – per chi lo conosceva a fondo – una sorta di monumento della cultura».
La maggior parte delle poesie di Franco Giovanelli sono riunite in L’arrivo al Borgo, una silloge che raccoglie e riassume, insieme alle liriche, le esperienze intellettuali ed esistenziali dello scrittore. Il volume si articola in quattro sezioni, distribuite nello spazio di un centinaio di pagine. Il primo settore: “La partenza”, rievoca il silenzioso e soffocato tormento che pervade Pianissimo di Camillo Sbarbaro, poeta a cui l’autore dedica un delicato e struggente sonetto alla memoria. Nella seconda parte: “L’arrivo al borgo”, affiora il Giovanelli “civico”, che richiama alla mente il canto epico del Quasimodo di Giorno dopo giorno. Le ultime due sezioni: “Il vivere” e “La ricchezza che cresce”, perseguono alternativamente la discorsività della versificazione in prosa e il rientro nell’ordine della struttura metrica.
Libro fondamentale di Giovanelli è l’antologia La ricchezza che cresce, volumetto prefato da Giorgio Bassani e Lanfranco Caretti e illustrato dal pittore Roberto Rebecchi. Dove appaiono alcuni interessantissimi inediti, in particolare due lettere poetiche: la prima idealmente indirizzata dallo scrittore ad Attilio Bertolucci e la seconda in risposta da questi all’amico ferrarese (testo incluso dal poeta parmense in Viaggio d’inverno, del 1971). «Se poi penso ai classici italiani, – scrive Lanfranco Caretti nella plaquette – direi che Giovanelli si tiene più vicino a Foscolo che a Leopardi, più a Dante che a Petrarca. L’endecasillabo è non a caso il verso che gli è più congeniale, anche se non esclusivo; ed egli lo sa variare dall’interno con grande sapienza ritmica ricorrendo ad abili spezzature o a sagaci legami, pervenendo così ad una dizione ovunque sostenuta, la quale conferisce un tono di vibrante intensità anche al quotidiano e al famigliare, anche al dimesso, cioè realizzando sovente quel “sublime d’en bas” di cui parlava Flaubert».
Fra i molti libri da lui curati, tradotti e prefati, sono almeno da ricordare: Poesie di J. Donne (1944), Sonetti sacri e poesie profane di J. Donne (1963), Poesie di P.B. Shelley (1983), Avventure di Don Giovanni di G.G. Byron (1991) e Satire di G.G. Byron (1993). Ha inoltre pubblicato: Le stagioni (1937), Poesie (1978), L’arrivo al Borgo (1984), Govoni nella critica contemporanea (atti del convegno “Corrado Govoni e l’ambiente letterario ferrarese del primo Novecento”, Ferrara 1984, 1985), Tullio Didero: poeta e narratore (con P. Vanelli, 1988), La ricchezza che cresce (antologia con inediti, prefazione di G. Bassani e L. Caretti, illustrazioni di R. Rebecchi, 1993) e altro ancora. Preziosa è la sua nota alla cartella d’arte illustrata dal pittore Gianni Vallieri (1971).

Tratto dal libro di Riccardo Roversi, 50 Letterati Ferraresi, Este Edition, 2013

Negozio

Borgo San Giovanni 27

Da destra mio padre con i commessi Casari William, Leonardo Calzolari, Travagli Renzo prima dell’apertura del Self service (1969)

tabaccheria (ex- magazzino)

Qui mio padre dopo la cessione del negozio di alimentari (1975)

Elogio del tema

Considerando che a inizio di carriera fui convocato dal provveditore perché non introducevo il tema con la solita formula “dica il candidato”, non sono certo il più adatto ad affrontare l’argomento; ma visto che il ministro Bianchi, tra le altre cose, ha parlato di eliminare lo scritto di Italiano dalle prove di esame della maturità, mi dichiaro apertamente contrario.

Vero è che l’avvento dei telefonini ha reso inutile qualsiasi prova scritta, tuttavia nel corso degli anni si era arrivati ad un accomodamento che forniva comunque qualche indizio sulla reale preparazione dell’allievo.

In questa sede non posso che ricordare con nostalgia quando si passava dal cartolaio per munirsi dei due regolamentari fogli protocollo (uno per la brutta e uno per la bella copia) e la soddisfazione finale per essere riusciti ad arrivare alle due colonne e mezzo…

Paolo Pietrangeli

Album in studio

KODAK Digital Still Caamera

venne una sera nella sala da ballo sotto agli studi della radio e, accompagnandosi con la chitarra, cantò alcune canzoni per pochi intimi.