Storia ospitaliera

“. Nel secolo XI esisteva un ospedale detto di S. Lorenzo, sulle rive del Panaro, vicino all’omonimo oratorio che faceva parte del primo nucleo urbanistico del Finale. L’ospedale serviva anche ad accogliere chi transitava da Venezia, Ravenna, Mantova e Verona per le province di Modena e Bologna, itinerario che era una specie di Via Francigena per via d’acqua poiché veniva sfruttata la navigabilità del Panaro.

Nel XII secolo sembra essere stato fondato dai Templari, in sostituzione del primo, un nuovo ospedale detto di San Bartolomeo, che risale però ad epoca antecedente come è confermato dalla dichiarazione dei Massari, del-la Compagnia della Buona Morte, in data 1550, di cui appresso, dove si legge: “Che questo nostro Hospitale fondato da elemosine et gubernato bene da dieta com-pagnia da anni più che cinquecento”.

Dal 1295 abbiamo documenti ufficiali. In questo anno un certo Arcobaldo dotò l’ospedale di molti beni e lo ampliò in maniera che esso fu dotato di dieci letti, ottenendo dal Vescovo di Modena la concessione di governarlo sino alla sua morte. Molto nota doveva essere la sua fama, poiché donò tutti i suoi beni all’ospedale di San Bartolomeo, per cui questo potè ingrandirsi in più decorosa sede.

L’ 11 marzo 1500 Don Francesco Brescia, cappellano di quell’oratorio, insieme con Messere Giovanni Scuota e dodici illustri concittadini finalesi, istituì la Confraternita della Buona Morte, restaurando l’ospedale e la chiesa e dettando uno statuto che fu approvato dal Vescovo di Modena. Tanto crebbe in breve la Confraternita che si ritenne necessario aggregarla a quella dell’Arcispedale di Santo Spirito in Roma, con bolla del Papa Leone X datata 23 aprile 1516 (tale bolla è andata in parte dispersa poi-ché venne usata da un incauto legatore di libri).

Così troviamo che l’ospedale di San Bartolomeo viene rifabbricato, poi ampliato negli anni 1435, 1488, 1588. Riportiamo un simpatico seppur macabro aneddoto ri-cavato dal libro dei morti nell’archivio parrocchiale: “Nicolo Papino fu sepolto sotto il portico dell’Hospitale (San Bartolomeo) addì 15 Giugno 1586 et fu ammazzato da Fortini il quale morì e i suoi compari presero la roba e ripararono nel Centese”.
C’è da chiedersi se Fortini e soci dimorassero all’Alberone o a XII Morelli.

Nel 1668 la Confraternita di Santa Monica (la madre di S. Agostino), che aveva la sua sede accanto alla Chiesa degli Agostiniani dedicata a San Nicola da To-lentino (ex Cinema Garibaldi ora sede Unicredit Banca), nell’attuale via Malaguti, pensò di costruire l’ospedale chiamato Santo Spirito, perché collegato con l’omonimo di Roma, tra le vie Cavour e Trento Trieste, ospedale chein breve tempo sostituirà completamente quello di San Bartolomeo.

Della primitiva costruzione rimane ancora intatta la facciata della Chiesa del Santo Spirito, in via Cavour, restaurata in questi anni. La facciata che guarda via Trento Trieste è invece settecentesca, risale ai lavori di ampliamento fatti a metà del secolo. Negli anni 1752 – 1761 l ‘edifìcio dell’ospedale venne notevolmente ampliato, così aumentarono letti ed ambienti per invalidi ed incurabili. Nel 1784 la gloriosa Confraternita di Santa Monica venne soppressa e la sua opera passò alla Congregazione di Carità, l’ente pubblico che inglobò diverse opere pie.

Le varie eredità destinate all’ospedale permisero che i letti gratuiti aumen-tassero sempre più. Il nostro ospedale ebbe un notevole apporto dall’Opera Pia Grossi nel 1843. Essa ha avuto il riconoscimento civile, prima ducale e poi regio con l’Unità d’Italia. Fu fondata dal canonico Grossi Don Luigi Andrea il 3 ottobre 1836. Suo scopo era il mantenimento nel civico ospedale di Finale Emilia degli infermi poveri di campagna, oltre a soccorrere o sussidiare i poverelli appartenenti alla parrocchia di Finale tanto in villa che nell’interno della città. E’ da attribuire a tale Opera Pia Grossi la realizzazione delle case delle vedove in via Montegrappa.

Esse furono poi vendute e col ricavato fu acquistata la proprietà Facchini nel 1953, a sua volta abbattuta per fare posto all’attuale Poliambulatorio. Le vedove furono sistemate in piccoli appartamenti nell’edificio di fianco alla Casa Protetta. Dal 1889 al 1974 hanno svolto presso l’ospedale un ottimo servizio infermieristico e di gestione le Suore della Carità di San Vincenzo de Paoli.

Italo Spinelli in Piazza Verdi

Paologiatti.org

Invecchiando dormo meno quindi mi capita di guardare la TV ad ore abitualmente per me improbabili: per esempio stamattina dalle 8 alle 8 e 30 su RAI 2 trasmettevano Videobox in cui utenti casuali si esibiscono; la cosa mi ha suggerito di dare l’opportunità di contattarmi via SKIPE, il cui indirizzo trovate nella prima pagina del sito memorabiliadiario

Fedro

Io ho fatto la scuola media tradizionale (quella col latino per intenderci) e la cosa che mi piaceva di più erano le favole di Fedro, deruvate da Esopo;

  Dice in un’intervista al Corriere della Sera Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri.che daranno i missili a Zelensky…

Ditemi voi se questa non è una favola!!! 

Canonica

Non frequentavo la canonica, ma sui sedici anni ci andai una domenica pomeriggio; mi fece da guida un mio compagno di classe.

La cosa che mi attrasse subito fu la sezione dei giochi da tavolo che trovai in totale disordine: mancavano molti pezzi e nessuno sapeva le istruzioni.

Non ci tornai più…

La camera dei salami

Torna “Dasfem al Maial” a Scortichino presso il parcheggio delle scuole elementari. Tutto pronto per la dimostrazione di come prendono forma i salami all’aglio ferrarese e i cotechini… e alle 13 arrivano i maccheroni con il ragù fresco di maiale!

Simone Saletti sindaco di Bondeno

Ricordo perfettamente ogni fase( compresa l’uccisione)…

Madeleine

padre madre, nonna

Del vecchio negozio ricordo gli odori: proprio qui a destra partiva uno scaffale in cui c’erano le saponette Palmolive, col loro caratteristico profumo; poco oltre una scansia chiusa coi budini all’amaretto…

Cristiano Zironi

Sopra la sede del PRI c’era la sede del Partito Repubblicano di proprietà delle zie di Cristiano che veniva ogni domenica

da Padova dove era segretario del ministro Gui; di pomeriggio mi succedeva di andare con lui e altre amiche di Bondeno in gita da qualche parte nelle vicinanze con la mia 850 fiat; purtroppo poi non ne ho più saputo niente…

Fiumalbo

La foto è mia scattata una domenica in cui i miei erano venuti a trovarci in vacanza; in primo piano mio padre, poi mia madre e sua sorella (che pesca) poi mio fratello e in fondo mia nonna materna. L’anno è il 1961.

Un magnifico novembre

Come avete visto nel post precedente io mi laureai in lettere a luglio e compilai la domanda per le supplenze subito dopo; una delle prime che mi capitò fu all’ istituto Einaudi di Ferrara che aveva una sede staccata ai lidi.

Ci andai una volta e ricordo perfettamente quella splendida mattina del 1970: anche allora il clima era variabile (cfr. il quasi omonimo romanzo di Ercole Patti)

Ottobre 2022

calendario

continua il calendario ricavato dalle foto del mio Facebook (che adesso si chiama meta); partendo dal’alto a sinistra: la mia a112 sul ponte di barche a Stellata; io intervistato alla sala estense a Ferrara; una foto di Patrizio Grechi alle maestre di Scortichino; il campo di tennis del 2000; una foto del liceo con Giovanardi ; Guccini con la compagna dell’epoca; un tramonto da casa mia; la raccolta della carta in canonica nel 1967in un articolo.

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