Sociologia e sanità

Non vorrei aver dato impressioni sbagliate nel mio post precedente parlando di Achille Ardigò (che avevo già conosciuto ad un convegno quando frequentavo ancora la facoltà di Lettere); come potete leggere su wikipedia fu lui a creare a Bologna la facoltà di Scienze politiche (di cui fu anche preside).

Leggere alcune osservazioni di Ardigò sul sistema sanitario del paese, oggi in questo particolare momento, credo colpisca tutti. Ardigò nel 1984, in una audizione della commissione Igiene e sanità del Senato sullo stato di attuazione della L. 833 e sui rischi di una non effettiva attuazione della stessa, afferma: se c’è una tendenza regressiva che emerge con forza nella attuale crisi […], essa è la deterritorializzazione. Il polo intermedio tra l’ospedale e il medico generico è quello che subisce le maggiori limitazioni, la medicina di base, non può essere lasciata all’individualismo dei medici di base e isolata dalle USL, e il polo territoriale (quello dei poliambulatori integrati in modo moderno, dei consultori, delle équipes mobili), non può essere disatteso. Ed ancora esiste una terza questione quello della mancata partecipazione degli utenti, in stretto collegamento con i consigli circoscrizionali, per rendere effettivo l’ambito dell’integrazione sociale e sanitaria.

riportato da Anna Maria Bertazzoni

Gente comune

Essi devono aver alcune caratteristiche comuni: essere abbastanza mediocri da non capire fino in fondo ciò che dicono essere moralmente così meschini da dirlo comunque, essere persone che senza questi appoggi nella cupola mediatica e/o dei servizi scomparirebbero dalla faccia dei media e così sono costretti alla fedeltà e alla gratitudine.

https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/19/saviano-avana-153139/

Purtroppo di gente così ne ho conosciuta molta anch’io 😦

Liceo classico

il mio dizionario

Edito nel 1959, lo prestai poi a Cristina Marchetti (all’epoca costava 6800 lire)

Wargame

La compagnia fu ufficialmente fondata nel 1958 da Charles S. Roberts con il nome “The Avalon Hill Game Company”, già dal 1952 però Roberts usava il nome “The Avalon Company”, come etichetta per autopubblicare il suo wargame Tactics, generalmente considerato il primo wargame commerciale[1]. Il nome deriva dalla zona di Baltimora in cui abitava Roberts, chiamata per l’appunto “Avalon” e situata su una collina (“Hill”)[2] Roberts, all’epoca riservista dell’esercito si aspettava la chiamata per il servizio militare nella guerra di Corea e ideò il gioco come forma di preparazione alla guerra. Quando divenne chiaro che non sarebbe stato chiamato in servizio decise di pubblicare il gioco, piuttosto che di sprecarne la pubblicazione.[3]
Il primo gioco pubblicato ufficialmente dalla compagnia fu Tactics II (1958), la seconda edizione di Tactics[4] Con Tactics Roberts sviluppò un gioco da tavola basato su scenari che simulavano scontri tra forze militari strategie e tattiche. Questo tipo di gioco era già relativamente conosciuto, i wargame ludici si possono far risalire ad H. G. Wells che aveva pubblicato un manuale di regole intitolato Piccole guerre (Little Wars, 1913), ma l’uso di mappe esagonali e di pedine in cartoncino invece di miniature e terreni modellati in scala, simili a quelli in uso nel modellismo ferroviario ridusse notevolmente il costo di produzione, permettendo di proporre questo tipo di giochi a un pubblico più ampio. Le partite ai giochi più complessi potevano durare per giorni o anche settimane e l’Avalon Hill realizzò un sistema per permettere di giocare per posta.[5]

estratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Avalon_Hill

Riportiamo questa breve notizia per l’importanza storica di questo gioco e anche per un ricordo personale: passai un’intera notte di capodanno (dalle 22 alle 6) giocandolo con un amico!

Rino Casari

Non lo trovate su wikipedia, ma abitava al 25 di Borgo San Giovanni e faceva il sarto; aveva due figlie Lina e Gianna che lavoravano con lui.

Lina nel 1961 sposa Alvise Bellodi che aveva la tabaccheria “della scaletta”, subito dopo il ponte di San Giovanni; adesso ha compiuto 99 anni e l’avete potuta vedere su Facebook in occasione del rinnovo del locale.

Inutile dire che nel 1966, prima di andare all’università, i due vestiti (uno a tinta unita e uno spezzato) comprensivi di giacca me li fece lui…

Francesco Arcangeli

Nel 1967 è nominato professore straordinario all’Università di Bologna e inizia il suo primo corso di storia dell’arte, intitolato Corpo, azione, sentimento, fantasia: naturalismo ed espressionismo nella tradizione artistica emiliano-bolognese, che continuerà nei due anni successivi. Riceve a Milano il Premio Feltrinelli per la critica d’arte.

Nel 1970, anno della morte dell’amato fratello Gaetano, si tiene all’Archiginnasio la mostra, da lui ideata, Natura ed espressione nell’arte bolognese-emiliana. Il saggio-testamento sul catalogo della mostra è considerato il suo capolavoro.

Nell’anno accademico 1970-71 inizia il suo quarto corso all’Università, intitolato Dal Romanticismo all’Informale, che prosegue l’anno seguente. Muore d’infarto nel 1974, mentre si trova ricoverato all’ospedale Sant’Orsola.

https://www.bibliotecasalaborsa.it/autori/francesco_arcangeli_5a8078fb9daf9

Frequentai il suo corso di Storia dell’arte medievale e moderna, a lettere nel 1969, e lo ricordo per la non comune umanità e disponibilità.

Chi paga decide

Prima di leggere questo articolo consiglio di leggere https://ilsimplicissimus2.com/2021/06/26/scienza-e-potere-152483/.

I fatti di cui parlo si svolgono nel 1986, quando ancora insegnavo al liceo: ottengo il “comando” all’università di Bologna firmato da Achille Ardigò, allora direttore del dipartimento di Sociologia, quando mi presento mi invita a partecipare alla riunione dei docenti del corso in cui si assegnano gli incarichi (e i soldi) a ciascuno.

Già quello era stato rivelatore, ma durante la mia ricerca il mio tutor mi chiede di “aggiustare” alcuni dati; io mi dichiaro disposto a passare tutto il materiale da me raccolto, ma scriverò quello che ritengo vero; naturalmente l’anno dopo non sono stato riconfermato…

[Da notare che la ricerca era su “Le nuove tecnologie” nella didattica: il piano Falcucci che introdusse i PC in tutte le scuole]

Università di Bologna

Come ho già avuto modo di ricordare, io mi laureai nel luglio del 1970 in Topografia dellItalia antica e il mio correlatore era Ovidio Capitani ( Storico italiano (n. Il Cairo 1930 – Bologna 2012); prof. univ. dal 1967, ha insegnato storia medievale a Bologna. Tra le sue opere più recenti va segnalata l’imprescindibile Storia dell’Italia medievale (410-1216), pubblicata nel 2009.)

Fatto sta che a Gennaio ricevetti una convocazione per l’offerta di un lavoro di ricerca di fonti e mi ricevette l’assistente del professore che mi spiegò che l’incarico sarebbe stato una tantum e pagato 200mila Lire; nel frattempo io avevo ottenuto una supplenza annuale di Italiano e latino (che allora dava diritto alla retribuzione estiva) e ne prendevo 120.000 al mese).

Declinai cortesemente.

All’epoca la riforma universitaria (e le relative retribuzioni) era ancora in discussione Tanto è vero che non era infrequente il caso che docenti universitari ferraresi accettassero l’incarico di presidente a commissioni di maturità; infatti a me capitò qualche anno dopo di sostituire (come vicepresidente) il Prof Campi che risiedeva a Ferrara, ma allora insegnava a Bologna.

https://bondeno.blog/2007/06/16/l_oro_blu_1548080-shtml/

Stadera

La vita è possibile grazie all’unione di sale, acqua e luce.

  • Il sale naturale contiene quasi tutti gli 84 elementi di cui è composto il nostro corpo.
  • Il sale è indispensabile per il nostro metabolismo.
  • La concentrazione di sale fuori e dentro la cellula regola l’equilibrio idrico del nostro organismo; un differente contenuto di sale tra l’interno e l’esterno della cellula produce la cosiddetta pressione osmotica che trasporta l’acqua dentro o fuori dalla cellula. Attraverso lo spostamento dei liquidi, le sostanze nutritive possono essere portate all’interno della cellula, mentre le scorie del metabolismo vengono rimosse.

Detto questo veniamo a noi:

l’oggetto era appeso nel magazzino del negozio di alimentari sopra un vascone di cemento pieno di sale grosso (che i commessi chiamavano ALBI, somigliante a una mangiatoia o abbeveratoio per animali) e serviva per pesare la merce che veniva confezionata sul posto.

Nerd

nerdsostantivo

  1. Giovane di modesta prestanza fisica e dall’aspetto insignificante, che compensa la scarsa avvenenza e le frustrazioni che ne derivano con una passione ossessiva e una notevole inclinazione per le nuove tecnologie.

Oggi i serial tv hanno reso popolare il termine, ma negli anni ’70 (quando ero delegato del preside per la sede staccata del Liceo di Bondeno) avevo promosso la creazione interna all’istituto di un “Club degli sfigati”, di cui mi ero immediatamente nominato Presidente!

NOTA: Curiosamente nel 1986 il mio compito all’Università di Bologna fu quello di ricercare il connubio tra Informatica e nuove tecnologie

Ricordi di scuola

Se non lo avete ancora letto su Apoforeti.com, lo trovate nelle Pagine o anche su SCRIBD, dove con le sue 2282 letture è sicuramente l’articolo più letto!

Marco Cestari

quarta liceo 1975

Il giorno 2 luglio 2017 08:22, paolo ha scritto:



——– Messaggio Inoltrato ——–

Oggetto:Va in pensione Marco Cestari, Responsabile della Protezione civile dell’Area Nord
Data:Sun, 02 Jul 2017 05:00:42 +0000
Mittente:Angiolina Gozzi

Da lunedì 3 luglio, Marco Cestari, Responsabile della Protezione civile dell’Area Nord e Capo Servizio Protezione Civile-Sicurezza Pubblica Edilizia e Termica del Comune di Finale Emilia, andrà in pensione per motivi di salute. Ad annunciare il suo prepensionamento, è stato la stesso Cestari in una mail di saluto che ha inviato a colleghi ed amici ringraziandoli con tutto il cuore per il sostegno ricevuto, specie in questo ultimo anno, per lui davvero triste e doloroso. Con immensa amarezza Cestari, dopo aver dato tanto al lavoro che amava, e che ha sempre svolto con passione e onestà, ha dovuto lasciarlo per problemi di salute. La lettera di Cestari ha suscitato tanta commozione e manifestazioni di affetto. In pochi giorni ha ricevuto molte telefonate e oltre 140 mail di ringraziamento, anche da parte di persone che non lo conoscono direttamente ma che in questi anni hanno apprezzato il lavoro svolto e l’umanità. Tantissime le manifestazioni di affetto e stima arrivate dagli amici e colleghi che hanno reso un po’ meno difficile il prepensionamento. “Oltre ad essere una persona molto scrupolosa – ricordano in tanti – è stato uno dei tecnici migliori che il territorio abbia avuto nell’ambito della Protezione Civile e non solo, molto onesto e sempre pronto ad aiutare gli altri”. Della stessa opinione il sindaco di San Possidonio, Rudi Accorsi, grande amico di Cestari che ricorda: “Grazie a lui nell’Unione Area Nord è stata portata e si è diffusa una cultura della Protezione Civile che ci ha permesso di affrontare l’emergenza terremoto, contribuendo anche alla nascita dei vari gruppi di volontari di Protezione Civile nei comuni dell’Ucman. Anche se lui va in pensione, noi dobbiamo continuare il suo lavoro. Ci mancherà la sua professionalità e umanità, ma avremo anche nostalgia delle mail che ci mandava in cui gli piaceva evidenziare le varie parti con colori diversi!”.

Qualcuno l’ha definito un eroe per ciò che ha fatto durante l’emergenza terremoto del 2012 e per aver creato da zero tutto l’impianto di Protezione Civile di cui è dotata l’Ucman e i Comuni della Bassa, dotazione che ha permesso al territorio di affrontare con celerità l’emergenza terremoto. E proprio al sisma è legato il ricordo più forte del suo lavoro in Protezione Civile, quando la notte del 20 maggio venne svegliato da un sms nel cuore della notte e, preoccupato per quel che sarebbe potuto accadere l’indomani con al gente che riempiva le chiese per la messa domenicale, ha mobilitato tutto l’apparato di volontari e vigili del fuoco. Cestari non ha voluto commentare l’addio al lavoro che tanto amava, limitandosi a dire, con amarezza: “per la mia integrità e onestà ho dovuto pagare dazio, ma il “sistema” invece di prendersela con me l’ha fatta pagare alla mia compagna che è stata licenziata dall’azienda in cui lavorava da 7 anni>. Infatti, oltre ad avere svolto con professionalità e passione il suo lavoro, Cestari ha testimoniato anche al processo Aemilia. Cestari, 59 anni, nato a Bondeno (Ferrara), dopo aver frequentato il collegio dei salesiani, si è trasferito a Finale Emilia. Per oltre 20 anni si è occupato di Protezione Civile, dal 1999 per il Comune di Finale, e dal 2005 per l’Area Nord. Ora vive nel bolognese insieme alla compagna.

Fonte foto: Pagina Fb “Protezione Civile di Finale Emilia”

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Nella foto sopra Cestari è il terzo da sinistra in basso (di fianco a lui Carlo Tassinari attualmente responsabile di Spazio 29 che è subentrato al liceo scientifico nello stesso edificio (in Via Veneto 29 a Bondeno)

Fantasmi

Addio al notaio sorridente «Serviva la sua comunità»
Ultimo saluto ieri in duomo per Mauro Mestieri, conosciuto da tutti in città Folta presenza di amministratori, colleghi, professionisti e amici di una vita

BONDENO. Un commosso abbraccio, in una grigia giornata di gennaio. Un velo di tristezza ha accompagnato, ieri pomeriggio, l’ultimo saluto della comunità di Bondeno al notaio Mauro Mestieri.

Prima nella camera ardente allestita al “Borselli”, poi durante i funerali che si sono svolti nella chiesa arcipretale. Erano in tanti a dargli questo ultimo saluto: a cominciare dal sindaco Fabio Bergamini, dall’ex sindaco Davide Verri, da molti fra dirigenti e impiegati comunali, fino ad una folta schiera di avvocati, professionisti, colleghi, semplici amici. Tantissime anche le persone arrivate da fuori Bondeno: per esempio da Ferrara, dove Mauro Mestieri svolgeva il suo lavoro in parallelo allo studio situato a pochi metri dal duomo di Bondeno, tra via Mazzini e via Botte Panaro.

un uomo cordiale

C’è chi lo ricorda nella sua cordialità, nel suo sorriso, nella sua capacità di mettere a proprio agio i clienti, cercando la soluzione più consona alle questioni più delicate. Tutte le persone che lo hanno apprezzato nel suo lavoro e nella vita di tutti i giorni erano lì, ieri, a portare il loro doveroso e sentito saluto.

Il parroco don Andrea Pesci ha scelto con cura i brani che hanno scandito l’omelia: il Libro della Sapienza e il Vangelo di Giovanni, nella parabola della risurrezione di Lazzaro. In quest’ultimo, viene citato il grande insegnamento portato dalle sorelle dello stesso Lazzaro, che si rivolgono a Cristo dicendogli, con parole strazianti: «Se tu fossi stato qui – ha detto ai fedeli, riportando le scritture, don Pesci – lui non sarebbe morto. Ma l’insegnamento di Gesù (nella risposta: “Tuo fratello risorgerà”, rivolta a Marta, sorella di Lazzaro; ndr) è ancora più importante, perché rimanda alla fede, ed è per questo che noi celebriamo l’Eucarestia».

«parole e carezze»

Ai cari e agli amici di Mauro Mestieri, il sacerdote rivolge alcune calorose parole: «La vostra presenza così numerosa – ha detto don Andrea – testimonia Mauro come padre, ed anche come, in qualità di notaio, ha servito la comunità. Di Mauro mancheranno le parole, la carezze, ma come cristiani contempliamo anche il miracolo della risurrezione. Perché continuerà a vivere, seppure trasfigurato». Mestieri lascia la moglie Gloria, le figlie Ilaria e Chiara e la madre Rina.

L’ultimo viaggio del feretro è stato diretto in Certosa, a Ferrara, per la cremazione e lì verranno poi tumulate le ceneri. Per espressa volontà delle famiglia, è stato richiesto che eventuali donazioni in nome di Mauro Mestieri siano indirizzate all’Ado Hospice di Ferrara, in aiuto alle persone che soffrono. Quale estremo gesto di solidarietà compiuto nel suo ricordo. —
22 gennaio 2019

Memorabilia

Era il maggio del 2012 quando ci fu la prima scossa di terremoto in Emilia con Scortichino come epicentro; nell’ estate proposi a Silvia Bernardini di organizzare un evento dal 23 al 30 settembre, presso la Societa Operaia :

La cosa fu unanimemente ignorata

Artisti

Essendo il fratello di mia nonna paterna, ricordo che una sera andammo a casa sua e disegnò il nostro profilo (ricavandolo dall’ombra) che poi traspose su un foglio di carta da zucchero evidenziandolo col talco [da qualche parte mia madre conservò gli originali].

KODAK Digital Still Camera

Almanacco

L’11 giugno 1940 gli inglesi bombardanoil porto di Genova; da lì partivano i sacchi di caffé verde che poi mio nonno tostava in negozio (facendo attenzione che il vento soffiasse in direzione della piazza).

Ricordo di aver visto da piccolo i macchinari originali, prima che venissero sostituiti da quelli elettrici.

Cybercena

Era il novembre del 2000 e decidemmo di festeggiare l’associazione Araba Fenice con la presentazione del libro “Il giorno della sfida” di Paolo Aresi (ed. Nord) (lo trovate ancora usato a € 14 su Multibook)

accludo di seguito le foto dell’evento

I piatti erano ispirati a “Memorie di un cuoco di astronave”, da qui le colorazioni particolari; il locale era Scciancalegn e Edoardo Roncati venne per il servizio sulla stampa locale.