Carrara

Quello che vedete qui, immediatamente dopo il ponte di San Giovanni, è quello che rimane dello spiazzo della gelateria che c’era negli anni ’50 del secolo scorso (di fronte all’ex teatro comunale) dove mi portarono a prendere un gelato subito dopo l’asportazione delle tonsille,

Gli ultimi fuochi

liste 1998

Hanno semplicemente un valore documentario: come vedete il PRI si era già dissolto con “mani pulite” e ne rimanevano 3 candidati storici; come al solito nessuno si noi fu eletto.

Alla fine della legislatura però ci fu una crisi di governo locale e sarebbe toccato a me entrare in consiglio, ma i socialisti preferirono andare a nuove elezioni e sparirono definitivamente…

Collage

marzo 2022

Lo scorso anno Facebook mi ha inviato una pubblicità in cui una ditta collegata mi offriva di realizzare un calendario dalle mie foto pubblicate nel mio profilo; questo è il mese di marzo.

la maggior parte sono foto dal mio primo soggiorno in California con 3 eccezioni: la prima a sinistra è un ritaglio di giornale in cui mia nonna Brenilde nutre un maialino a cui era morta la madre, poi ci sono un paio di libri e sotto la scuola di nuoto nel Cavo napoleonico gestita da Armando Bononi.

1961

Ci siamo sia io che mio fratello (a sinistra) e il figlio del maestro Felloni (detto Filo)

Ciclostile

Di recente ho pubblicato un post ricordando la sede staccata del liceo di Bondeno in di cui sono stato responsabile alla fine degli anni ’70

Via Vittorio Veneto 29 Bondeno

Avendo le chiavi, la domenica andavo a ciclostilare i compiti in classe e/o gli appunti della settimana (da notare che non c’erano ancora le restrizioni energetiche, quindi gli ambienti erano convenientemente riscaldati)

Analfabeti digitali

Oggi mi è arrivata una lettera da Chieti, inviata dal sig. Gianni Dal Buono, nato a Bondeno nel 1934 ed emigrato nel 1945. A seguito del recente calendario “Gente di Bondeno” nel quale ho spesso citato suo cugino, il mitico maestro Giulio Dal Buono, attraverso la mediazione di Dino Giatti (altro cugino) ha voluto contattarmi prima telefonicamente, e poi tramite una lunga lettera dove ricorda i suoi trascorsi di bambino insieme a Giulio. Conclude il suo scritto mettendosi a disposizione come guida storica e alpina per tutti i bondenesi che vogliono andare a visitare il magnifico Abruzzo. Credetemi, per me è stata una bella soddisfazione !! 😊

Marco Dondi su FB

Nella lettera ci sono anche i disegni della gru (recentemente restaurata) che caricava le bietole dalle barche del canale di bonifica e le avviava con un trenino interno allo zuccherificio.

Stessa passione per il disegno l’aveva anche il fratello maggiore Rino che mi portava suoi disegni di Topolino

Rino Dal Buono
mia madre a destra di Rino

Una riflessione

60 grammi di mortadella

Posted on by apoforeti

Renzo Travagli, William Casari

Quando mio padre aveva un negozio di alimentari, vicino a noi c’era un bar, un barbiere, un sarto, un negozio di elettrodomestici, una macelleria, una merceria, un fruttivendolo, un calzolaio, un deposito-riparazione di biciclette; il tutto nella immediata periferia di un paese di 15.000 abitanti.

Il merciaio era un signore piuttosto anziano (almeno così pareva a me allora) che gestiva il suo negozio assieme alla moglie e abbastanza spesso, dopo la chiusura serale, passava in negozio a comprare sempre e soltanto 60 grammi di mortadella, che costituivano la sua cena.

Inutile dire che, visto che anche noi si chiudeva alle 19.30, subiva regolarmente le lamentele dei commessi che avevano già pulito l’affettatrice e riposto i salumi nella cella frigorifera; e poi 60 grammi (considerando l’ampiezza della fetta del salume) non sono poi così semplici da tagliare.

Ma su questo punto non transigeva e così, per non tagliare a metà una fetta, si finiva col lasciare l’eccedenza, mantenendo inalterato il prezzo.

Si era negli anni ’50 del secolo scorso, anni di miseria qualcuno penserà; io parlerei piuttosto di parsimonia,  lasciando la miseria ai nostri tempi di consumi voluttuari:

Dunque una famiglia italiana, che abbia il medesimo reddito che aveva una famiglia della passata generazione e muova dalla medesima situazione patrimoniale consuma mediamente 32.000 euro in più per i figli, senza che questa spesa costituisca investimento o comporti un effettivo arricchimento dei figli medesimi.

A questo punto sommiamo la somma di euro 155.000 con 32.000 e abbiamo la somma di euro 187.000.

Consentitemi di ripetere la domanda, in modo che almeno  il dubbio entri in testa anche ai più testardi: la famiglia moderna da dove pensa di trarre i 187.000 euro che spende in più per le autovetture, cene e pranzi al ristorante e desideri, bisogni e capricci dei figli che un tempo non venivano soddisfatti?

La citazione è tratta da http://www.appelloalpopolo.it/?p=4277

che vi consiglio caldamente di leggere nella sua interezza.

P.S. Di tutte le attività commerciali sopracitate,  non ne è rimasta nessuna oggi.

PCTO

Per pura curiosità mi interesso ancora alle vicende dell’esame di maturità e nella normativa del 2022 figura questa fantomatica sigla che sta per Competenze Trasversali e Orientamento.

L’Unione Europea ha aggiornato recentemente l’elenco delle competenze chiave  per la realizzazione e lo sviluppo di ogni persona, per la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Tali competenze sono individuate in riferimento a otto ambiti:

• competenza alfabetica funzionale;
• competenza multilinguistica;
• competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria;
• competenza digitale;
• competenza personale, sociale e capacità di imparare ad imparare;
• competenza in materia di cittadinanza;
• competenza imprenditoriale;
• competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.

Pertanto le competenze trasversali si integrano con le conoscenze e le competenze disciplinari, consentendo all’individuo di acquisire capacità fondamentali nella vita e nel lavoro. Tali competenze attengono ad ambiti cognitivi, realizzativi, manageriali, relazionali e comunicativi.

Un approfondimento a parte meritano le competenze personali e sociali comprendenti le soft skill, ovvero le competenze trasversali e trasferibili attraverso la dimensione operativa del fare.

Queste competenze sono la capacità di interagire e lavorare con gli altri, capacità di risoluzione di problemi, creatività, pensiero critico, consapevolezza, resilienza e capacità di individuare le forme di orientamento e sostegno disponibili per affrontare la complessità e l’incertezza dei cambiamenti,preparandosi alla natura mutante delle economie moderne e delle società complesse.

Anche a queste discipline nel nuovo esame di maturità viene attribuito un punteggio.

Secondo quanto si apprende, resta confermato l’impianto con le due prove scritte e il colloquio orale, anche se gli studenti avevano chiesto la revoca della seconda prova.

Viene però rimodulata la divisione del punteggio fra il percorso scolastico e le prove di esame. Se nella prima versione dell’ordinanza si parlava di 40 punti per il triennio finale e di 60 per le prove d’esame (20 per ciascuno scritto, 40 per l’orale), nella nuova versione vengono attribuiti 50 punti per il triennio e 50 per le prove (15 per ciascuno scritto e 20 per l’orale).

Così si svolgerà il colloquio

Il colloquio si aprirà con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione (un testo, un documento, un problema, un progetto) che sarà sottoposto al candidato. Nel corso del colloquio il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline e di aver maturato le competenze di Educazione civica; analizzerà poi, con una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze fatte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento.

Per fortuna la faccenda non mi riguarda, ma sono sicuro che gli studenti “moderni” saranno sicuramente più preparati di me…

Diritti

Anche in tempi più pandemici era consentito andare dal barbiere, adesso si sono inventati il green pass rafforzato (valido però solo per gli italiani); come concludeva Lucio Dalla non avrei mai pensato di dover fare la guerra a casa mia…

Quando c’era lo Stato

La nascita dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare fa risalire le sue origini al 22 dicembre 1832, data in cui Re Carlo Alberto di Savoia, con un “Regio Viglietto” fondò il Consiglio Superiore dell’Armata Sarda, tra i cui membri, fu accolto un chimico farmacista.

Nel 1853 fu istituito a Torino da Vittorio Emanuele II un deposito di Farmacia Militare al quale fu annesso un Laboratorio Generale Chimico Farmaceutico con lo scopo di produrre tutti i medicamenti necessari al Servizio Sanitario e Veterinario per l’Armata di Terra, Ospedali Militari, Corpi Militari, Stabilimenti Militari ed Infermerie. Successivamente ha cambiato diverse denominazioni assumendo la denominazione di “Farmacia Centrale Militare” nel 1884.

Il 23 dicembre 1900 nacque il celebre “Chinino di Stato” ad opera del Col. Farmacista Carlo Martinotti per la cura della Malaria.

Nel 1920 ha assunto la denominazione di Istituto Chimico Farmaceutico Militare poi dopo il trasferimento a Firenze nel 1931, ha assunto nel 1976 l’attuale denominazione di Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM).

Dal 2001, lo Stabilimento è alle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa.

barbadillo.it

Cordiale: un termini che, forse, il barista non sente più da un pezzo. Sì, alcune etichette riportano ancora quella parola, d’origine francese, che indica un tipo di bevanda dall’altra gradazione alcolica, solitamente bevuta in piccole dosi a fine pasto.

Piccole, come le bustine con scritto “Esercito Italiano” che, per decenni, hanno accompagnato il periodo di leva di milioni di italiani e che oggi stanno scomparendo. Sì, la sospensione della leva ha portato via con sé, fra le altre cose, i riferimenti della quotidianità della vita militare, pasto in testa.

K

Vero, le attuali razioni sono state “progettate” agli inizi degli Anni Novanta ma, come le FFAA stesse ci insegnano, l’evoluzione di numero d’organico, equipaggiamento, armamento e formazione è continua ed è così che, se le sigarette MILIT appartengono ai ricordi lontanissimi, i “cordialini” sono forse gli ultimi ad essersi congedati o, forse, ad essere pronti ad andarsene. Infatti,
iniziano già a mancare dalle dotazioni di sopravvivenza dei piloti caccia; non è dato sapere se ci siano ancora nelle scorte della truppa o se siano già spariti tuttavia, per i “nostalgici” o per chi fosse interessato a provare il cordiale militare almeno una volta, il
sito internet dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze vi dà questa occasione… insieme al leggendario cioccolato, forse ultimo perno del pasto da campo del soldato italiano.

Marco Petrelli

Ovviamente il sito non è operativo, quindi non è possibile acquistare alcun prodotto (neanche la cannabis:

AGENZIA INDUSTRIE DIFESA
STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE
Via Reginaldo Giuliani, 201 – 50141 Firenze
La documentazione tecnica del prodotto CANNABIS FM2 , redatta in accordo alla Direttiva
2001/83 e s.m.i. (Active Substance Master File – ASMF) è stata depositata presso l’Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA).
Elenco delle revisioni:
ACTIVE SUBSTANCE MASTER FILE
CANNABIS FM2
CANNABIS INFIORESCENZE MACINATO
Varietà CINRO

Lo dirige

Dott. Nicola LATORRE

Nato a Fasano nel 1955 è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. Dopo aver ricoperto l’incarico di Sindaco della Città di Fasano, nel 1996 diventa capo della segreteria del Sottosegretario ai Lavori Pubblici ricoprendo poi dal 1998 il ruolo di Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei Ministri. Inizia l’esperienza parlamentare nel 2005, ricoprendo il ruolo di componente di diverse Commissioni.

Rieletto nel 2008 diviene Presidente della 4° Commissione permanente Difesa. Il 6 ottobre 2020, su proposta del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, gli viene conferito l’incarico di Direttore Generale dell’Agenzia Industrie Difesa. A partire dal 2018 collabora come editorialista con Il Messaggero e dal 2017 è Docente di Politica estera e difesa italiana presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università Luiss Guido Carli.

Parresia

Gli antichi greci avevano una parola per questo: parresia, che significa avere il coraggio di dire la verità nonostante il pericolo. Ma come spiega Desmet, mentre coloro che cercano di rivelare una conoscenza in conflitto con la narrazione si mettono a rischio, se nessuno dice la verità, la società non può continuare a funzionare.

Quattro passi per porre fine alla psicosi da formazione di massa

Il primo passo per porre fine alla formazione di massa, che è anche la più importante, è parlare contro la narrativa ufficiale se le cose ti sembrano andare. “Se vuoi rendere la formazione di massa meno profonda, allora è fondamentale che ci siano persone che continuano a parlare e [sono una] voce dissonante nella società, perché questo interromperà il processo di formazione di massa”, afferma Desmet. 17

Il secondo passaggio prevede il collegamento con altre persone nel mondo reale che hanno un punto di vista simile a te o la sensazione che qualcosa non va. Formare piccole reti nella tua comunità ti aiuterà a interrompere il ciclo di formazione di massa. È importante, tuttavia, che quando parli alla gente della verità, non provi a riportarli alla “vecchia normalità”, perché, ricorda, questo è ciò che li ha spinti in primo luogo alla formazione di massa. Secondo Desmet: 18

“Se proviamo a convincere le persone o a portare una narrativa diversa, [è importante] non proviamo a convincere le persone a tornare alla vecchia normalità, perché la vecchia normalità, è ciò che le persone hanno cercato di sfuggire attraverso il processo di formazione di massa . Proprio perché la vecchia normalità era insopportabile, le persone erano sensibili al processo di formazione di massa.

Quello che dovremmo cercare di costruire insieme è una nuova normalità, che non è una nuova normalità tecnocratica o transumanista. Dovremmo mostrare alla gente che ci sono altre opzioni. Ci sono altre opzioni per sfuggire alla vecchia normalità”.

In breve, Desmet raccomanda i seguenti quattro passaggi per liberarsi dalla psicosi della formazione di massa e attuare un cambiamento favorevole una cerchia sociale alla volta:

  1. Continua a parlare
  2. Cerca di entrare in contatto con altri che la pensano allo stesso modo
  3. Costruire insieme una narrazione di una nuova normalità – da non confondere con la “nuova normalità” che i movimenti transumanisti e tecnocratici stanno cercando di far avanzare – mostrando alle persone che ci sono altre opzioni per sfuggire alla vecchia normalità
  4. Attenersi sempre ai principi della resistenza non violenta